La storia - Pagina 4 PDF Stampa E-mail

NOVECENTO

salinieri al lavoro nelle saline di margherita di savoiaLa trasformazione definitiva del lago Salpi in salina può essere divisa in tre periodi che vanno da Fascismo fino alla fine degli anni ’50.

- PRIMO PERIODO (1900 – 1912)

Nuovi finanziamenti statali permisero di trasformare in salina i restanti 875 ettari del Salpi, ampliando ulteriormente la superficie della salina che includeva una parte consistente dell’attuale zona salante “SALPI VECCHIO”. Fu ampliata inoltre la foce Ponticello dando vita a Porto Canale, nuovo punto di imbarco del sale.

Il trasporto del sale non avveniva più per mezzo dei cavallai ma su vagoni ferroviari grazie al prolungamento della ferrovia fino all’AIA PETTIGLIO. Questo ampliamento creò l’esigenza di scavare una nuova foce immissaria detta FOCE NUOVA e situata vicino al porto.

- SECONDO PERIODO (1913 – 1930)

Le saline di Margherita di Savoia vennero potenziate al massimo perché in previsione di guerra il trasporto del sale sarebbe risultato meno rischioso rispetto a quello delle isole che avveniva via mare e, dunque, era più soggetto a controlli.

Nel 1929 venne trasformata la restante area del lago Salpi nell’attuale zona evaporante, perciò chiamata SALPI NUOVO.

- TERZO PERIODO (dal 1959 ad oggi)

In questo periodo ci fu l’acquisizione dell’area ALMA DANNATA, fino ad allora asciutta, che venne allagata e trasformata nella prima zona evaporante della salina attuale. Quest’ultimo ampliamento e la meccanizzazione avvenuta negli anni ’60 portò al raddoppio della produzione.