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VINCENZO PECORARI
Nel 1760 Vincenzo Pecorari prese il posto del padre Carlo nella direzione delle Regie Saline di Barletta. Anche Pecorari apportò un notevole contributo alla salina curando il rifacimento delle siepi e del fondo dei canali, sostituendo il tufo alla pietra; inoltre realizzò la quinta banda denominata REGINA in onore della sposa del re Ferdinando IV di Borbone. Questa banda fu particolarmente produttiva perché aveva il fondo ben livellato ed impermealizzato. Con l’estensione meridionale della salina si creò l’esigenza di aprire una nuova foce immissaria, come già proposto da Vanvitelli, per insufficienza di apporto idrico dalla foce del Ponticello. Questa nuova foce chiamata FOCE DEL CANCELLO fu scavata in corrispondenza del vecchio municipio e prese il nome dal cancello, situato sul ponte, che veniva chiuso tutte le sere per evitare il furto del sale. Dopo che furono attuati questi cambiamenti la configurazione territoriale delle saline e del lago Salpi restò invariata fino al 1830 quando cominciò a maturare l’idea della bonifica del Salpi.
La bonifica si era resa necessaria per diversi motivi:
- sempre più detriti del Carapelle e del Carapellotto si erano depositati sul fondo insieme al fango riversato dai contadini che liberavano i campi inondati dai fiumi in piena;
- la riduzione del fondale del lago comportava surriscaldamento ed evaporazione delle acque con conseguente moria dei pesci;
- la salificazione sulle sponde basse del lago comportò la formazione del SALICELLO con conseguente commercializzazione in concorrenza con il sale prodotto in salina;
- le acque torbide e stagnanti favorirono la proliferazione della zanzara anofele portatrice di malaria.
La salina dopo essere tornata privata fu acquistata dallo stato nel 1814, quando la lotta al contrabbando del sale diventava più incalzante.
Nel 1838 per far fronte a questa serie di problemi intervenne Carlo Afan de Rivera che propose un progetto contenuto in un libro da lui scritto che prevedeva:
- il riempimento delle estremità meno profonde del lago grazie alla costruzione di argini di terra;
- l’apertura delle foci emissarie di CANNETO, FOCECCHIA, TORRE PIETRA e CARMOSINA che avrebbero permesso il continuo ricambio delle acque con conseguente allontanamento del fango dal fondo.
In questo modo il lago diventava più profondo, pescoso e meno idoneo allo stanziamento della zanzara anofele; inoltre veniva rallentata anche la produzione del salicello. Dopo la morte di de Rivera (1852) la parte del Salpi non occupata dalla salina fu prosciugata. Nel suo libro de Rivera dedica anche una parte alle misere condizioni degli abitanti delle saline: essi vivevano sotto un regime di polizia, all’interno di pagliai, circondati dalle acque con un’economia basata, oltre che sulla salina, sulla coltivazione degli arenili (campi di sabbia in cui crescevano ortaggi, frutta, legumi e bambagia). Siccome le arene erano compromesse dall’erosione del mare e gli incendi dei pagliai erano sempre più frequenti i salinari si ritrovarono senza terra e dimora. Per questo nel 1847 i Borbone trasferirono le famiglie povere nell’entroterra fondando l’attuale San Ferdinando. Le vie di comunicazione erano precarie, quasi inesistenti, infatti, bisognerà attendere il 1870 per assistere alla costruzione di nuove vie stradali e ferroviarie. Gli investimenti stradali portarono alla bonifica e all’estensione della superficie della salina, ad innovazioni tecnologiche e incrementarono la produzione.
Alla fine del sec. XIX furono introdotte numerose innovazioni:
- La RUOTA IDROVORA AD ALIMENTAZIONE EOLICA simile ad un mulino a vento, alta m 15 formata da un castello di acciaio sormontato da una volanda, formata a sua volta da quaranta vele e collocata vicino alla foce Ponticello per far fronte all’insufficienza dell’impiego delle coclee di Archimede derivante dall’interramento della foce immissaria Cancello;
- La POMPA ASPIRANTE PREMENTE che veniva azionata da una locomobile a vapore alimentata a carbone, sostituendo il lavoro manuale;
- Un MULINO A VAPORE per la macinazione e lavorazione del sale;
- Un OPIFICIO;
- Un OFFICINA per la riparazione delle macchine;
- Un MAGAZZINO;
- La CASERMA delle guardie;
- La DIREZIONE della salina.
- Una LINEA FERROVIARIA interna alle saline che percorreva l’attuale via Africa Orientale.
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