La storia - Pagina 2 PDF Stampa E-mail

ANTICO PERCORSO DELL’ACQUA NELLA SALINA E TRASPORTO DEL SALE TRA I SECC. XVIII – XIX

imbarcazioni a vela, libi, per il trasporto del saleL’acqua marina entrava in salina tramite la foce immissaria collocata in corrispondenza di Porto Canale detta FOCE DEL PONTICELLO, aperta nei mesi di aprile e maggio. L’acqua veniva spostata negli SCALDATI che avevano la funzione della I zona evaporante di oggi. Quando il passaggio dell’acqua non era facilitato dal dislivello naturale del terreno veniva utilizzato uno strumento chiamato SCIORNO, macchinario che veniva azionato a braccia e richiedeva un notevole sforzo per utilizzarlo. L’acqua veniva trasferita, attraverso canali detti VALLATI, nei VASI DI CONSERVA in cui venivano convogliate anche le acque dell’anno prima, appositamente conservate nei CAMPI (caselle salanti). Successivamente l’acqua passava nelle SERVITRICI che come oggi avevano la funzione di servire i CAMPI. Nei mesi di luglio e agosto i salinieri frantumavano la crosta di sale con i ROMPITURI (zappe) e ammucchiavano il sale formando delle piccole piramidi. Il sale veniva poi trasportato a spalla con sacchi o ceste fino agli ammassamenti.

Il sale veniva poi trasportato dalle masse alla spiaggia dai CAVALLARI ossia i proprietari dei cavalli alla guida dei carretti. Gli SGUAZZATORI caricavano i sacchi di sale su piccole imbarcazioni a vela dette LIBI, guidate dai LIBAIOLI che portavano il sale ai velieri ancorati al largo a causa del basso fondale.

LUIGI VANVITELLI

Vanvitelli fu un grande artista in tutti i campi, dalla pittura all’ingegneria, infatti fu l’autore del progetto della Reggia di Caserta. Nel 1754 ricevette l’incarico di ammodernamento delle Regie Saline da Carlo III di Borbone, re di Napoli, che riacquistò le saline di Barletta precedentemente di proprietà privata. A quel tempo le saline non erano così produttive come lo sono oggi anche a causa dell’impiego di tecniche rudimentali che puntavano per lo più sulla forza fisica umana e per le dimensioni ridotte della superficie.

Dunque Vanvitelli avanzò alcune proposte riguardanti:

  • la risistemazione delle vasche eliminando gli isolotti di terra;
  • il livellamento del fondo e il consolidamento della base degli argini di argilla inserendo una fila di tufi;
  • alberatura della strada che costeggiava le masse di sale, in maniera tale che i salinieri vi trovassero riparo dal sole;
  • miglioramento dell’approvigionamento idrico e movimentazione delle acque con l’apertura di una nuova foce immissaria in corrispondenza di “Fosso Caputo”;
  • prolungamento del muraglione che separava le saline dal lago Salpi;
  • apertura annuale della foce di Torre Pietra per favorire il ricambio delle acque del lago Salpi.

La più grande rivoluzione tecnologica introdotta da Vanvitelli fu la sostituzione degli SCIORNI con le COCLEE DI ARCHIMEDE (chiamate TROMBE) con il vantaggio di riuscire a sollevare più facilmente l’acqua con minore fatica, superando i dislivelli tra gli SCALDATI e i CAMPI con una conseguente riduzione di manodopera.